Nelle mie fotografie non ho mai ottenuto il risultato che aspettavo prima di scattare. Dopo lo sviluppo erano sempre migliori oppure peggiori.
Diane Arbus
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..è per questo che si continua a scattare?
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domenica 7 novembre 2010
Meglio sapersi
Appare nei sogni.
“la Donna che è nel cuore delle donne” ama e salva, il suo cuore è saggezza e nutrimento. E' Madre-Spirito, dea della totalità e desidera uomini che sappiano esplorare la vita in tutte le sue dimensioni.
A me è successo di deluderla - l'ho sognata come la governatrice della macchina che sono: un computer, da cui volevo solo stampare.
La cerco durante il viaggio inatteso, perchè proseguo nella vita, e seguo la verità della mia anima.
E' il tempo dell'incontro: mentre la cerco, si muove nell’universo o nell’inconscio, come se fosse invitata.
--
Ora, ovunque io vada, la parola, incontra il corpo, l'intuitivo - senza sforzo.
E, finalmente, riconosco il naturale istinto, il suo potere, la sua influenza; divento una-in-me-stessa, sono uno e sono donna.
“la Donna che è nel cuore delle donne” ama e salva, il suo cuore è saggezza e nutrimento. E' Madre-Spirito, dea della totalità e desidera uomini che sappiano esplorare la vita in tutte le sue dimensioni.
A me è successo di deluderla - l'ho sognata come la governatrice della macchina che sono: un computer, da cui volevo solo stampare.
La cerco durante il viaggio inatteso, perchè proseguo nella vita, e seguo la verità della mia anima.
E' il tempo dell'incontro: mentre la cerco, si muove nell’universo o nell’inconscio, come se fosse invitata.
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Ora, ovunque io vada, la parola, incontra il corpo, l'intuitivo - senza sforzo.
E, finalmente, riconosco il naturale istinto, il suo potere, la sua influenza; divento una-in-me-stessa, sono uno e sono donna.
venerdì 5 novembre 2010
Segreti
Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate. Diane Arbus
--
scatti..puoi farli con macchine digitali, ma anche con sostanze analogiche.
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scatti..puoi farli con macchine digitali, ma anche con sostanze analogiche.
domenica 31 ottobre 2010
Pro (v) viste
Mammmmaaaa - cantando- sei la regina della carta igienica!
Lui la vede col suo occhio - una faccenda eroica - il supermercato ed io che torno.
Provvista.
Lui la vede col suo occhio - una faccenda eroica - il supermercato ed io che torno.
Provvista.
domenica 10 ottobre 2010
Un tà un tà un tà tàta tatatàm
Potessi non usare la parola piana - governare il mondo con quella pazza e corrosa - agitarlo con ogni energia, animarlo.
Ma è tutto un controtempo.
Ho lottato lungo la notte, ed ho lottato contro me stessa.
E' l'alba e voglio smettere di battermi.
Ma è tutto un controtempo.
Ho lottato lungo la notte, ed ho lottato contro me stessa.
E' l'alba e voglio smettere di battermi.
domenica 3 ottobre 2010
You're going to reap just what you sow
Just a perfect day,
You made me forget myself.
I thought I was someone else,
Someone good.
Oh it's such a perfect day,
I'm glad I spent it with you.
Oh such a perfect day,
You just keep me hanging on.
Raccogliere ciò che semini.
Puoi pensarla così, pur tuttavia esistono diverse scuole - fratelli coen docent - a ricordarci che non c'è senso, nè strada.
Maddai!!!! Non sono mai stata cinica e non sono incline a diventarlo.
Questa è l'acqua direbbe il mio caro DFW..
E questa è l'acqua!
--
Sicchè l'ho sognato - l'uomo ragno.
Mi ha detto attaccati ed ho fatto l'impensabile - mi sono buttata.
Si, e mentre cadevo, ed è durato a lungo, pensavo che faceva una paura, ma una paura che non smetteva più.
Per intanto mi ero buttata, e il fiato mi era impedito, il cuore, ne sentivo il battito, il corpo ad emigrare, allentare, abdicare, a cedere, ad affidarsi. L'anima ad arrendersi, a deporsi, dimenticare, disertare, sganciare, smettere, sotterrare.
Sono atterrata in piedi ed avevo un luccichio negli occhi, ma era più per copione.
Poi dice che non si devono amare i supereroi.
You made me forget myself.
I thought I was someone else,
Someone good.
Oh it's such a perfect day,
I'm glad I spent it with you.
Oh such a perfect day,
You just keep me hanging on.
Raccogliere ciò che semini.
Puoi pensarla così, pur tuttavia esistono diverse scuole - fratelli coen docent - a ricordarci che non c'è senso, nè strada.
Maddai!!!! Non sono mai stata cinica e non sono incline a diventarlo.
Questa è l'acqua direbbe il mio caro DFW..
E questa è l'acqua!
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Sicchè l'ho sognato - l'uomo ragno.
Mi ha detto attaccati ed ho fatto l'impensabile - mi sono buttata.
Si, e mentre cadevo, ed è durato a lungo, pensavo che faceva una paura, ma una paura che non smetteva più.
Per intanto mi ero buttata, e il fiato mi era impedito, il cuore, ne sentivo il battito, il corpo ad emigrare, allentare, abdicare, a cedere, ad affidarsi. L'anima ad arrendersi, a deporsi, dimenticare, disertare, sganciare, smettere, sotterrare.
Sono atterrata in piedi ed avevo un luccichio negli occhi, ma era più per copione.
Poi dice che non si devono amare i supereroi.
giovedì 30 settembre 2010
Sale d'aspetto
Non so come chiamarlo, è quando, senza che nessuno ti abbia invitata, entri nella vita degli altri, gli altri nella tua.
E' dove sono ora e non devo far niente.
Solo star ferma.
Ad arrampicarmi, inabissarmi, rifugiarmi, sorvolare, abitare distanze, con esercizio e sottrazione - coltivare memorie e tracciare mappe - a tendre - il cuore che trema, il respiro, come spugna, sul fondo.
E' dove sono ora e non devo far niente.
Solo star ferma.
Ad arrampicarmi, inabissarmi, rifugiarmi, sorvolare, abitare distanze, con esercizio e sottrazione - coltivare memorie e tracciare mappe - a tendre - il cuore che trema, il respiro, come spugna, sul fondo.
mercoledì 29 settembre 2010
La casa
Quella che mi posso permettere, ha il tetto divelto, è vicina al mare e le onde, talvolta, la lambiscono. Perciò, solo per mettermi al riparo, sono salita sulla trave in soffitta e qualcuno mi deve aiutare a scendere.
Ehi dico a voi??!!Tutta quest'aria rarefatta potrebbe farmi male. Ma com'è che quando ho bisogno non c'è mai nessuno?
E poi gli scienziati mi vengono a raccontare che quando amiamo, ci allineiamo con gli altri amati, e sentiamo, c'abbiamo il sesto senso.
Con me gli allineamenti astrali non riescono - sono magnetica all'incontrario.
Sarà perchè avrò l'aria di cavarmela da sola, sarà che questo è vero perchè mentre ci penso l'ho già fatto, sono scesa.
Io scendo e salgo - come il barone rampante.
Anzi no, lui non scendeva mai, perchè aveva un modo tutto suo di risolvere le cose.
Anch'io ho il mio - dalla soffitta al pian terreno e viceversa - con le mani sporche - tutte le volte che ce la faccio.
Un giorno qualcuno lo farà con me - saprà farlo - intessute le mani ed impastate le parole...
Ehi dico a voi??!!Tutta quest'aria rarefatta potrebbe farmi male. Ma com'è che quando ho bisogno non c'è mai nessuno?
E poi gli scienziati mi vengono a raccontare che quando amiamo, ci allineiamo con gli altri amati, e sentiamo, c'abbiamo il sesto senso.
Con me gli allineamenti astrali non riescono - sono magnetica all'incontrario.
Sarà perchè avrò l'aria di cavarmela da sola, sarà che questo è vero perchè mentre ci penso l'ho già fatto, sono scesa.
Io scendo e salgo - come il barone rampante.
Anzi no, lui non scendeva mai, perchè aveva un modo tutto suo di risolvere le cose.
Anch'io ho il mio - dalla soffitta al pian terreno e viceversa - con le mani sporche - tutte le volte che ce la faccio.
Un giorno qualcuno lo farà con me - saprà farlo - intessute le mani ed impastate le parole...
sabato 25 settembre 2010
No es justo! Yo lo declaro con mi boca
Bravo Carlos Motta.
Offende e sconsola questa ingiustizia, questo perdersi del mondo.
Questo perdere la sua gente.
Ogni gesto verso questa verità ha la bellezza e la forza di una preghiera - speranza di gente semplice - di piante e di semi, di zolle, di immagini, di parole, di solitudini, di rinascite.
http://www.carlosmotta.com/sixacts.html
Offende e sconsola questa ingiustizia, questo perdersi del mondo.
Questo perdere la sua gente.
Ogni gesto verso questa verità ha la bellezza e la forza di una preghiera - speranza di gente semplice - di piante e di semi, di zolle, di immagini, di parole, di solitudini, di rinascite.
http://www.carlosmotta.com/sixacts.html
Monster’s & CO
Sbrigo le faccende di casa come capita, se capita, rincorrendo il bisogno del momento – senza disegno.
Non me ne curo più di tanto, non me ne spiego l’ansia.. se posso mi assicuro che qualcuno lo faccia per me. Così, quando ho cominciato a pulire, solo una forza senza costrutto può avermelo suggerito: mettilo nel forno a 360 gradi.
L’ho ridotto a baccello – disidratato. Non m’avvicino che mi impressiona. C’è voluta tutta l’ottusa caparbietà di cui sono capace. Finalmente, distratta, lo osservo: sta lì in quella forma, con quel contenuto.
Mi viene in mente la canzone e, con la stessa pazza esplosione, innaffio.
Quello non mi ricomincia a crescere? Si gonfia ed apre come frutto maturo - ne esce fuori: gattooo.
Tra me e me: l’ho cotto e mi metto pure a toccarlo?
Proprio non resisto?
Proprio!
Cuore, ne faccio carezza e.. me lo stringo, al cuore.
--
Esaminatrice: Basta cosi Signor Bile vero?
Bile: Uh... gli amici mi chiamano Muco.
Esaminatrice: A-ah. Signor Bile, può dirci in cosa ha sbagliato?
Bile: Sono caduto?
Esaminatrice: No, no, prima di cadere! Chi mi dice qual è stato il grave errore del signor Bile? Nessuno? Ah! Rivediamo il filmato! ed ecco! Pa pa pa pa pa pa pa pa pa... li visto? La porta! L'ha lasciata aperta! E lasciare la porta aperta è il peggior errore che un dipendente possa fare, perché...?
Bile: Uh... potrebbe fare entrare uno spiffero?
:-)
Non me ne curo più di tanto, non me ne spiego l’ansia.. se posso mi assicuro che qualcuno lo faccia per me. Così, quando ho cominciato a pulire, solo una forza senza costrutto può avermelo suggerito: mettilo nel forno a 360 gradi.
L’ho ridotto a baccello – disidratato. Non m’avvicino che mi impressiona. C’è voluta tutta l’ottusa caparbietà di cui sono capace. Finalmente, distratta, lo osservo: sta lì in quella forma, con quel contenuto.
Mi viene in mente la canzone e, con la stessa pazza esplosione, innaffio.
Quello non mi ricomincia a crescere? Si gonfia ed apre come frutto maturo - ne esce fuori: gattooo.
Tra me e me: l’ho cotto e mi metto pure a toccarlo?
Proprio non resisto?
Proprio!
Cuore, ne faccio carezza e.. me lo stringo, al cuore.
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Esaminatrice: Basta cosi Signor Bile vero?
Bile: Uh... gli amici mi chiamano Muco.
Esaminatrice: A-ah. Signor Bile, può dirci in cosa ha sbagliato?
Bile: Sono caduto?
Esaminatrice: No, no, prima di cadere! Chi mi dice qual è stato il grave errore del signor Bile? Nessuno? Ah! Rivediamo il filmato! ed ecco! Pa pa pa pa pa pa pa pa pa... li visto? La porta! L'ha lasciata aperta! E lasciare la porta aperta è il peggior errore che un dipendente possa fare, perché...?
Bile: Uh... potrebbe fare entrare uno spiffero?
:-)
mercoledì 15 settembre 2010
Mare aperto o dell’integrità
Sono circondata.
Per sopravvivere – così mi pare – ognuno s’è scelto un destino – o una causa – che forse sono la stessa cosa - gli indiani d’America, gli aborigeni, il popolo rom, i disabili, gli ammalati, i drogati.
In qualche modo andiamo verso il mondo. Nel migliore dei casi con una propensione a rilasciare un po’ di cuore - il buono e il bello che qualcuno di noi ha ricevuto in dote.
Questa cosa qui io la chiamo: averci un paliotto.
Lo faccio solo perché mi piace il nome - dato che questo è un velo a coprire l’altare.
Ma, a pensarci bene, questa cosa ha un gusto di sacro – va messa al caldo - e dunque ci sta anche il nome.
A me è venuto in mente perché l’ho sentito ripetuto come cantilena da una signora che del restauro di un velo aveva fatto ragione di vita.
Così ho deciso: paliotto uguale idea fissa, giusta causa.
---------------
L’uomo di cui sono innamorata – amore non corrisposto – ha ben pensato di spararsi un colpo in testa un paio d’anni fa – si chiama David Foster Wallace.
Di paliotti – David - ne maneggiava diversi e contemporaneamente.
I suoi erano universi ed entropie che ci riconsegnava con un proprio ordine - assolutamente geniale - ed anche un tantino maniacale .
Aveva sulle parole, sulla vita che creavano, un controllo assoluto - per centinaia di pagine.
Pensi - non ce la fa, ora cade, ora si perde - ma a perderti ci ha pensato già lui, e tu, incredula, stai nel gioco, nella sua vertigine, integra e coerente; piena di tutta l’umanità, le anime, le danze, i rivolgimenti.
Stava nel mondo - vivo.
Per sopravvivere – così mi pare – ognuno s’è scelto un destino – o una causa – che forse sono la stessa cosa - gli indiani d’America, gli aborigeni, il popolo rom, i disabili, gli ammalati, i drogati.
In qualche modo andiamo verso il mondo. Nel migliore dei casi con una propensione a rilasciare un po’ di cuore - il buono e il bello che qualcuno di noi ha ricevuto in dote.
Questa cosa qui io la chiamo: averci un paliotto.
Lo faccio solo perché mi piace il nome - dato che questo è un velo a coprire l’altare.
Ma, a pensarci bene, questa cosa ha un gusto di sacro – va messa al caldo - e dunque ci sta anche il nome.
A me è venuto in mente perché l’ho sentito ripetuto come cantilena da una signora che del restauro di un velo aveva fatto ragione di vita.
Così ho deciso: paliotto uguale idea fissa, giusta causa.
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L’uomo di cui sono innamorata – amore non corrisposto – ha ben pensato di spararsi un colpo in testa un paio d’anni fa – si chiama David Foster Wallace.
Di paliotti – David - ne maneggiava diversi e contemporaneamente.
I suoi erano universi ed entropie che ci riconsegnava con un proprio ordine - assolutamente geniale - ed anche un tantino maniacale .
Aveva sulle parole, sulla vita che creavano, un controllo assoluto - per centinaia di pagine.
Pensi - non ce la fa, ora cade, ora si perde - ma a perderti ci ha pensato già lui, e tu, incredula, stai nel gioco, nella sua vertigine, integra e coerente; piena di tutta l’umanità, le anime, le danze, i rivolgimenti.
Stava nel mondo - vivo.
venerdì 10 settembre 2010
Dotazione Basic
Carezze e sussurri alle orecchie..."sai sei importante" - "fai bene" -"sappiamo che ci sei" - "dicci come ti possiamo aiutare".
Ricordo ragazzini liberi, nel quartiere, al parco, nella natura. Non spiegazioni, nè rassicurazioni.
Liberi di crescere.
Carezze e baci e.. parole io non me li ricordo.
Le parole sono importanti, le parole ci specchiano, le parole ci intendono, ci curano, atraversano. Bisogna avere fiducia nelle parole.
Ricordo ragazzini liberi, nel quartiere, al parco, nella natura. Non spiegazioni, nè rassicurazioni.
Liberi di crescere.
Carezze e baci e.. parole io non me li ricordo.
Le parole sono importanti, le parole ci specchiano, le parole ci intendono, ci curano, atraversano. Bisogna avere fiducia nelle parole.
lunedì 6 settembre 2010
Biologia
E chi le sta dietro?
Poco fa sono stata un pesce dell'acquario di Konrad Lorenz, e lo sapevo, facevo esattamente tutto quello che lui osservava.
Come fare il pesce e sapere di farlo.
Coscienza.
Ecco quello che mi porto appresso - come fardello - da molto, molto tempo.
Palpito.
Ecco quello che scelgo - a scapito della biologia e per confermarne le leggi.
Non serve sapere, a niente dire, è solo uno dei modi, uno di quelli che puoi scegliere per vivere.
Eppure può essere soffio, anelito, trasformazione, poesia - infinita poesia - e ritorni - eterni ritorni - per i quali calpestiamo suoli, gridiamo rabbie, raccogliamo respiri. Abbandoni.
Poco fa sono stata un pesce dell'acquario di Konrad Lorenz, e lo sapevo, facevo esattamente tutto quello che lui osservava.
Come fare il pesce e sapere di farlo.
Coscienza.
Ecco quello che mi porto appresso - come fardello - da molto, molto tempo.
Palpito.
Ecco quello che scelgo - a scapito della biologia e per confermarne le leggi.
Non serve sapere, a niente dire, è solo uno dei modi, uno di quelli che puoi scegliere per vivere.
Eppure può essere soffio, anelito, trasformazione, poesia - infinita poesia - e ritorni - eterni ritorni - per i quali calpestiamo suoli, gridiamo rabbie, raccogliamo respiri. Abbandoni.
venerdì 3 settembre 2010
Spezie
Salgo le scale ed il passo chiama il profumo, mentuccia selvatica.
E' cominciata così. E non ho più smesso - una frenesia - ho cucinato, di nuovo, ho sentito il profumo, di nuovo. E che c'era da fare?
Il giorno s'era fatto lento, il tempo pesante. Così ho cucinato e letto ed ascoltato la musica di Giuseppe.
L'ho visto scrutare il mare dal terrazzino che guardava casa mia. Casa sua. Arrostito dal sole. Faceva il cuoco, forse, e poi il falegname infine guardava a lungo il mare.
Ha ascoltato la stessa musica e gli è piaciuto il budino di fichi d'india che sono andata inventando ogni volta che me ne portavano.
E poi l'andirivieni in giardino - pietre e terra battuta e profumi. L'origano fresco buono sul pesce spada, sui totani, il basilico che metto dovunque, il prezzemolo la salvia, i capperi le melanzane i pomodori e la cannella..ma quella è un'altra cosa e va nel budino.
E' cominciata così. E non ho più smesso - una frenesia - ho cucinato, di nuovo, ho sentito il profumo, di nuovo. E che c'era da fare?
Il giorno s'era fatto lento, il tempo pesante. Così ho cucinato e letto ed ascoltato la musica di Giuseppe.
L'ho visto scrutare il mare dal terrazzino che guardava casa mia. Casa sua. Arrostito dal sole. Faceva il cuoco, forse, e poi il falegname infine guardava a lungo il mare.
Ha ascoltato la stessa musica e gli è piaciuto il budino di fichi d'india che sono andata inventando ogni volta che me ne portavano.
E poi l'andirivieni in giardino - pietre e terra battuta e profumi. L'origano fresco buono sul pesce spada, sui totani, il basilico che metto dovunque, il prezzemolo la salvia, i capperi le melanzane i pomodori e la cannella..ma quella è un'altra cosa e va nel budino.
venerdì 27 agosto 2010
Destinazioni
Addivenni, diventai, giunsi - finalmente - con la mia voce.
Che è argentina, calda, e intensa ed ardita.
E' voce complicata e semplice allo stesso tempo, talvolta la patisco, talaltra mi sorprende.
Teme, come tutte, i colpi di freddo e per questo la curo come so, con l'amore.
Non è arrabbiata, ora, perchè si leva dalla sostanza molle e si culla le parole giuste, si dà un destino.
E che nessuno osi suggerirmi cosa posso e non posso, raccontarmi quale sia la mia condizione, quale il mio male, la mia follia.
Sono la mia stessa prigione e la mia libertà, per scelte, forza d'animo, amori, ardori..
Llegai, si, llegai, ma non tornai.
Seppure questo possa sembrare.
Che è argentina, calda, e intensa ed ardita.
E' voce complicata e semplice allo stesso tempo, talvolta la patisco, talaltra mi sorprende.
Teme, come tutte, i colpi di freddo e per questo la curo come so, con l'amore.
Non è arrabbiata, ora, perchè si leva dalla sostanza molle e si culla le parole giuste, si dà un destino.
E che nessuno osi suggerirmi cosa posso e non posso, raccontarmi quale sia la mia condizione, quale il mio male, la mia follia.
Sono la mia stessa prigione e la mia libertà, per scelte, forza d'animo, amori, ardori..
Llegai, si, llegai, ma non tornai.
Seppure questo possa sembrare.
mercoledì 25 agosto 2010
Tenera perchè madre
Sfido chiunque a passare mezz'ora così e a dire che per le mamme è istinto materno, che è tutta una dolcezza, che è un privilegio.
Provo a riposare, nel dormiveglia, un grido disperato - mammaaaaa!
Mio figlio, quasi sette anni, un diploma alla Silvio D'Amico.
Mammammm - papà ha detto che non devo dormire, devo scendere da lui!!!
E che sei salito a fare allora?
Mmmmaaaa.. ti voglio bene!
Anch'io, vieni e dormi...
Nooooo dormire no!
Scusa, riposati.
Mammmammbellina.. di chi sono queste zizze?
Mie, amore, lo sai - vero - che odio essere toccata, cianciuliata, sputata, inumidita, starnutita?
A meno che tu non sia uno bello, buono, intelligente e ricco e per di più col bicipite tatuato ed abbronzato.
Mammmma - piange disperato - ma è solo il saggio di diploma del secondo anno - voglio stare con te!
Si, ok, ma immobile!
Ma che mamma sono??!
Non gli permetto il contatto fisico, non l'accolgo, ne faccio uno di quegli uomini che le donne non le vogliono vedere neanche di lontano..
E possono solo lontanamente immaginare quello che le donne che pensano di loro.
Amore, vieni vicino a mamma e riposa.
S'avvicina, tira su col naso poi starnuta, si mette un dito nella froge me lo passa addosso, e poi ristarnuta.
Lo guardo e gli dico - divento una belva, non ti conviene!
Mammmammm ti voglio bene, voglio stare con te!
Mi abbraccia. Nell'abbraccio mi stringe il collo e mi preme sulla carotide - ora m'ammmazza - non ce la posso fare.
L'istinto omicida sale, deve intravedere qualcosa nello sguardo perchè s'acquieta.
Uno starnuto e sei finito!
Lo trattiene, mentre si gira dall'altra parte, ormai nel dormiveglia, afferma che tanto lui non dormirà.
Favole - c'era una principessa triste perchè non trovava marito e non poteva avere figli... io, cinque minuti a pensare al bicipite, me li faccio!
Provo a riposare, nel dormiveglia, un grido disperato - mammaaaaa!
Mio figlio, quasi sette anni, un diploma alla Silvio D'Amico.
Mammammm - papà ha detto che non devo dormire, devo scendere da lui!!!
E che sei salito a fare allora?
Mmmmaaaa.. ti voglio bene!
Anch'io, vieni e dormi...
Nooooo dormire no!
Scusa, riposati.
Mammmammbellina.. di chi sono queste zizze?
Mie, amore, lo sai - vero - che odio essere toccata, cianciuliata, sputata, inumidita, starnutita?
A meno che tu non sia uno bello, buono, intelligente e ricco e per di più col bicipite tatuato ed abbronzato.
Mammmma - piange disperato - ma è solo il saggio di diploma del secondo anno - voglio stare con te!
Si, ok, ma immobile!
Ma che mamma sono??!
Non gli permetto il contatto fisico, non l'accolgo, ne faccio uno di quegli uomini che le donne non le vogliono vedere neanche di lontano..
E possono solo lontanamente immaginare quello che le donne che pensano di loro.
Amore, vieni vicino a mamma e riposa.
S'avvicina, tira su col naso poi starnuta, si mette un dito nella froge me lo passa addosso, e poi ristarnuta.
Lo guardo e gli dico - divento una belva, non ti conviene!
Mammmammm ti voglio bene, voglio stare con te!
Mi abbraccia. Nell'abbraccio mi stringe il collo e mi preme sulla carotide - ora m'ammmazza - non ce la posso fare.
L'istinto omicida sale, deve intravedere qualcosa nello sguardo perchè s'acquieta.
Uno starnuto e sei finito!
Lo trattiene, mentre si gira dall'altra parte, ormai nel dormiveglia, afferma che tanto lui non dormirà.
Favole - c'era una principessa triste perchè non trovava marito e non poteva avere figli... io, cinque minuti a pensare al bicipite, me li faccio!
giovedì 19 agosto 2010
Creme brulè
Ogni notte – ogni santissima notte – mi fai risalire dalla sostanza dei sogni – come fossi dolce al cucchiaio. Non importa quale salto, equilibrismo o volo io stia esplorando. Con un unico scatto – molle ed intera – vengo all’assaggio.
giovedì 12 agosto 2010
Mare aperto
Sulla panca salvagente la signora accarezza due enormi orecchie da cui spuntano occhi tondi tondi, e brillanti. Il cane più brutto del mondo, non gli toglieresti lo sguardo di dosso.
Il porto è spiaggia nera, cinquanta metri dalla riva e c’è già profondo per un traghetto. Mare aperto. Stanotte ne ho riconosciuto il vociare – quello di chi può permetterselo – dalla mia postazione privilegiata – per terra - nel sacco a pelo un metro e quarantacinque di mio figlio – insieme a lui.
-------
Ora sto seduta. Ho camminato la scogliera veloce, i miei piedi sono bruciati dal sole, massacrati dalle pietre, ma fanno quel passo che c’ho solo io.
Con quello posso andare dove voglio anche se le pietre scottano.
Io, cammino più veloce, nuoto più lontano. E non ho paura, non ho spine di ricci sotto i piedi, come gli altri, mai.
Ho solo sette anni e non so; non ho ancora lo sguardo.
Al massimo voglio arrivare al gozzo, scendere in apnea fino alla stella marina.
“Tuffati e risali, tuffati e risali; questo è il mio mare ed il panino me lo mangio qui nell'acqua, così tocco pure i pesci attorno alle briciole.”
Ancora non è successo niente, guardo il mare e tanto mi basta.. perché questo è il mondo come lo vedi una volta sola nella vita...se sei veramente fortunato.
Il porto è spiaggia nera, cinquanta metri dalla riva e c’è già profondo per un traghetto. Mare aperto. Stanotte ne ho riconosciuto il vociare – quello di chi può permetterselo – dalla mia postazione privilegiata – per terra - nel sacco a pelo un metro e quarantacinque di mio figlio – insieme a lui.
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Ora sto seduta. Ho camminato la scogliera veloce, i miei piedi sono bruciati dal sole, massacrati dalle pietre, ma fanno quel passo che c’ho solo io.
Con quello posso andare dove voglio anche se le pietre scottano.
Io, cammino più veloce, nuoto più lontano. E non ho paura, non ho spine di ricci sotto i piedi, come gli altri, mai.
Ho solo sette anni e non so; non ho ancora lo sguardo.
Al massimo voglio arrivare al gozzo, scendere in apnea fino alla stella marina.
“Tuffati e risali, tuffati e risali; questo è il mio mare ed il panino me lo mangio qui nell'acqua, così tocco pure i pesci attorno alle briciole.”
Ancora non è successo niente, guardo il mare e tanto mi basta.. perché questo è il mondo come lo vedi una volta sola nella vita...se sei veramente fortunato.
venerdì 6 agosto 2010
Oddio!
Alessia?
Emanuele.
Mi vuoi sposare?
Si!
Ahia, mi hai tirato i capelli - non ti sposo più!!
Si, tu mi sposi.
E poi non posso perchè sono fidanzata con raian e non ti sposo.
Ahiaa, i capelli!!
Emanuele, a mamma, non ti vuole, fattene una ragione!
No, ora no, ma io glielo chiedo sempre, tutti i pomeriggi..e faremo un concordato.
Tanto io non mi sposo - e poi lo devi chiedere a raian.
Allora lo chiedo.
Ma sta in vacanzaaaa.
E io tanto lo so dove stanno le vacanze.
Emanuele.
Mi vuoi sposare?
Si!
Ahia, mi hai tirato i capelli - non ti sposo più!!
Si, tu mi sposi.
E poi non posso perchè sono fidanzata con raian e non ti sposo.
Ahiaa, i capelli!!
Emanuele, a mamma, non ti vuole, fattene una ragione!
No, ora no, ma io glielo chiedo sempre, tutti i pomeriggi..e faremo un concordato.
Tanto io non mi sposo - e poi lo devi chiedere a raian.
Allora lo chiedo.
Ma sta in vacanzaaaa.
E io tanto lo so dove stanno le vacanze.
mercoledì 4 agosto 2010
La pelicula de nicola
C'ho quasi sbattuto contro, era destino, lo ominoso.
E' il terzo giorno che giro qua dentro, Pao è con me, abbiamo chiacchierato a lungo con un gruppo di artisti del barrio joven - sezione giovani - ci siamo bevute insieme una bottiglietta di chandon - che chissàperchèsichiamacosì - ed io entro in questa saletta dove si proietta un trailer.
la peliculadenicola.
E così sono venuta - finalmente a te - a parlare con te.
Ciao double.
Ciao.
Come è possibile che tu sia reale?
Come ha potuto un'altra da me farti così somigliante?
Sono vera? Corrispondo?
Si!
Ti ha fatta - perchè?
Per esistere, per trasportarsi e per l'inevitabile.
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http://www.lapeliculadenicola.com.ar/
E' il terzo giorno che giro qua dentro, Pao è con me, abbiamo chiacchierato a lungo con un gruppo di artisti del barrio joven - sezione giovani - ci siamo bevute insieme una bottiglietta di chandon - che chissàperchèsichiamacosì - ed io entro in questa saletta dove si proietta un trailer.
la peliculadenicola.
E così sono venuta - finalmente a te - a parlare con te.
Ciao double.
Ciao.
Come è possibile che tu sia reale?
Come ha potuto un'altra da me farti così somigliante?
Sono vera? Corrispondo?
Si!
Ti ha fatta - perchè?
Per esistere, per trasportarsi e per l'inevitabile.
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